PRIMA DI STRINGERE UNA MANO AD UN INGLESE PENSATECI!
(CHIEDO SCUSA AGLI INGLESI CHE SI LAVANO LE MANI).
Quant'è difficile lavarsi le mani!
"Siamo rimasti esterrefatti dal trovare così tanta gente che aveva bacilli fecali sulle proprie mani" dicono i ricercatori, che riportano un dato del 44 per cento
A lavarsi le mani dopo essere andati in bagno lo si impara da piccoli, ma pare che l'abitudine venga spesso persa nel corso della vita, anche nei paesi più sviluppati.
E' questa la sconsolate conclusione di uno studio condotto in Gran Bretagna dalla London School of Hygiene & Tropical Medicine e reso pubblico in occasione della Giornata mondiale per le mani pulite, promosso dalla Public-Private Partnership for Handwashing, una fondazione dedicata alla promozione nei paesi in via di sviluppo dell'abitudine di lavarsi le mani per cercare di arginare la diarrea, malattia per certi versi tanto banale, ma che provoca circa due milioni di morti, soprattutto bambini.
I ricercatori hanno eseguito tamponi su un vasto campione di pendolari in cinque città (Newcastle, Liverpool, Birmingham, Euston e Cardiff) per andare poi alla ricerca della presenza di batteri di origine fecale.
"Siamo rimasti esterrefatti dal trovare così tanta gente che aveva bacilli fecali sulle proprie mani. I dati sono stati molto superiori quanto avevamo prefigurato e mostrano che in Gran Bretagna esiste veramente un grosso problema con il lavarsi le mani", ha osservato Val Curtis, che ha coordinato la ricerca.
Una notte per ricordare Mente&Cervello, Novembre 2008, n. 47
Durante il sonno il nostro cervello non è mai a riposo: l'attività cerebrale notturna è fondamentale per analizzare dati, consolidare ricordi e addirittura risolvere problemi. Di Robert Stickgold e Jeffrey M. Ellenbogen Nel 1865 Friedrich August Kekulé si risvegliò dopo uno strano sogno: un serpente, roteando su se stesso, si afferrava la coda mordendola. Come molti chimici organici del suo tempo, Kekulé lavorava alla struttura chimica del benzene, ancora misteriosa. E - sempre che la storia sia vera - il sogno gli permise di capire che questa molecola formava una struttura ad anello. Fu un'intuizione, la sua, capace di rivoluzionare la chimica organica, e che gli valse un titolo nobiliare in Germania. Nessuno di noi ha mai avuto un simile riconoscimento, eppure c'è qualcosa di familiare nel modo di risolvere i problemi di Kekulé. Che si tratti di scegliere quale scuola frequentare, di valutare una proposta di lavoro o di chiedere la mano della fidanzata, «dormirci sopra» sembra portare quella chiarezza necessaria per incastrare i tasselli della nostra esistenza. Ma in che modo il sonno ci fornisce le risposte? Le ricerche più recenti ci dicono che, mentre siamo addormentati, il cervello elabora le informazioni della giornata; passa al setaccio i ricordi freschi, li stabilizza, li copia e li completa affinché siano utili il giorno dopo. Una notte di sonno li rende impermeabili alle interferenze prodotte da altre informazioni, consentendoci di rievocarli con più efficienza il mattino seguente. Ma il sonno non si limita a rinforzare i ricordi; dormire consente al cervello di selezionare le memorie appena formate e di identificare ciò che è bene immagazzinare. Il sonno conserva infatti soltanto le parti emotivamente importanti di un ricordo, e ci permette anche di analizzare complessi di ricordi per scoprirne le relazioni o di cogliere l'essenza di un ricordo mentre i dettagli superflui scompaiono. Forse dormire ci aiuta anche a scoprire il significato di ciò che abbiamo appena imparato. Da http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Una_notte_per_ricordare/1333663
carissimi tutti,
pubblico queste parole pronunciate più di cinquant'anni fa da un grande
uomo, un padre della nostra Costituzione. un uomo la cui vita e il cui pensiero,
andrebbero fatte studiare a scuola ai nostri ragazzi.
invece...
"Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al
potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la
Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma
e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire,
senza parere, una larvata dittatura.
Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole
di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno difetto
di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è
sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora il partito dominante
segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica,intendiamoci).
Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia
che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole
private. Le scuole del suo partito, di
quel partito. Ed allora tutte le cure
cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di previlegi. Si
comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole , perché in
fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi,come
ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno
disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole
private. A "quelle" scuole private. Gli esami sono più facili,si
studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola
previlegiata.
Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in
scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare prevalenza alle
scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che
bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d'occhio
i cuochi di questa bassa
cucina. L'operazione si fa in tre modi: ve l'ho
già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora.
Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e
il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi
insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che
gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il
punto. Dare alle scuole private denaro pubblico." Piero Calamandrei
Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III congresso dell'Associazione a Difesa della Scuola Nazionale, a Roma l'11 febbraio 1950
Lo ha disposto l’Agenzia del farmaco: il rischio di disturbi psichiatrici è doppio rispetto a chi non lo usa
23 OTT - L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha disposto il divieto di vendita del medicinale Acomplia (rimonabant), prodotto dalla casa farmaceutica Sanofi Aventis, su tutto il territorio nazionale. Il provvedimento si è reso inevitabile dopo la raccomandazione dell’organismo analogo europeo, l’Emea, di sospenderne l’autorizzazione all’immissione in commercio in tutti i Paesi dell’Unione. Come si legge nel comunicato diffuso dall’Aifa, “il Comitato per i medicinali per uso umano dell’Emea, in seguito alla valutazione delle informazioni disponibili sui benefici e sui rischi di Acomplia, ha confermato che il rischio di disturbi psichiatrici nei pazienti in trattamento con questo farmaco è raddoppiato rispetto a coloro che assumono placebo, e che tali eventi avversi non possano essere tenuti sotto controllo con ulteriori misure di minimizzazione del rischio”. Acomplia, in commercio in Europa dal 2006 e in Italia da 5 mesi, è utilizzato come terapia aggiuntiva alla dieta e all’esercizio fisico per il trattamento di pazienti obesi, o in sovrappeso, in presenza di fattori di rischio. L’Agenzia del farmaco raccomanda ai pazienti in trattamento con il farmaco di rivolgersi al proprio medico per la prescrizione di una nuova terapia. Non è necessario interrompere immediatamente il trattamento con Acomplia, ma coloro che lo desiderano possono comunque farlo in qualsiasi momento. Sul sito dell'AIFA (www.agenziafarmaco.it), al fine di garantire una informazione tempestiva, trasparente e accessibile a tutti, possono essere consultate le FAQ (domande e risposte) specificatamente dedicate ad Acomplia. Cittadini ed operatori sanitari, inoltre, potranno avere risposte corrette ed aggiornate, da parte di personale qualificato (medici e farmacisti), contattando il numero verde dell’Aifa “Farmaci line” 800-571661. pubblicato da Redazione Staibene.it – 2008
è l'ultima lettera di Stefano
dall'Angola chi vuole seguirlo
da vicino può andare al suo blog
lo trovate tra i siti consigliati
nella mia home page il titolo è
"diamo la voce ai poveri
attraverso Stefano""
“Speranza” è una parola usata spesso, a volte con
certezza è una parola abusata, usata inapropriamente.
Viviamo in tempidifficili, in Africa come nell'opulen-
to occidente. In questi tempi sperare non è facile,
sembra quasi che si faccia fatica asperare.
Penso a diverse nazioni occidentali con un altissimo
numero di suicidi: la presenza non della speranza ma
delladisperazione. Io e tanti altri come me, viviamo
con un “difetto di fabbrica”: speriamo. Amo definirmi
un uomo di speranzae questa mia speranza ha solide
basi: Dio.
L'indimenticato frère Roger lo ricorda: «La sorgente
dellasperanza è inDio, che non può che amare e che
instancabilmenteci cerca». Nelle Scritture ebraiche,
questa Sorgente misteriosa della vita che noi
chiamiamo Dio si fa conoscere perché chiama gli
esseri umani a entrare in una relazione con lui:
stabilisceun’alleanza con loro. La Bibbia definisce
le caratteristiche delDio dell’alleanza con due
parole ebraiche: hesed e emet(Esodo 34,6; Salmi
25,10; 40,11-12; 85,11).
Generalmente, si traducono con «amore» e «fedeltà».
Dapprima cidiconoche Dio è bontà e benevolenza
senza limiti e si prende cura dei suoi, e in se-
condo luogo, che Dio non abbandonerà mai quelli
che ha chiamati ad entrare nella sua comunione.
Ecco la sorgente della speranza biblica. Se Dio è
buono e non cambia mai il suo atteggiamento né ci
abbandona mai, allora,qualunque siano le difficoltà
- se il mondo così come lo vediamo è talmente lontano
dalla giustizia, dalla pace, dalla solidarietà
e dalla compassione - per i credenti non è una
situazione definitiva. Nella loro fede in Dio, i
credenti attingono l’attesa di un mondo secondo la
volontà di Dio o, in altre parole, secondo
il suo amore.
Nella Bibbia, questa speranza è spesso espressa
con la nozione di promessa. Quando Dio entra in
relazione con gli esseri umani, in generale questo
va di pari passo con la promessa di una vita
più grande.
Ciò inizia già con la storia di Abramo: «Ti
benedirò, disse Dio ad Abramo. E in te saranno
benedette tutte le famiglie della terra»
Genesi 12,2-3).
Vi dico questo per cercare di condividere le
pazze speranze che accompagnano i nostri giorni
qui in Angola, e per comprendere meglio le pazze
speranze di tanti confratelli salesiani in Italia
per esempio. Io credo nella promessa di Dio e mi
metto a disposizione per cercare di realizzarla
qui ed ora.
In questi giorni ho molte speranza che mi danno
grattacapi, sorrisie gioie. La speranza in molti
giovani della mia parrocchia, risorse che Gesù mi
ha fatto incontrare e che potranno essere suoi utili
strumenti per la realizzazione del Regno di Dio,
che detto in altre parole è il bene comune.
Molti di loro, una quindicina circa, potranno
mettersi al servizio del bene non solo come
volontari. Con progetti diversi sono (grazie
all'aiuto di tanti amici) riuscito a trovare del
denaro da poter investire in piccoli stipendi:
alcuni saranno alleducatori e responsabili di
diversi nuclei nel Polidesportivo Dom Bosco. Altri
lavoreranno per un progetto sulla Dottrina Sociale
della Chiesa (in specifico area diritti umani), di
cui voglio parlarvi oggi.
I nostri giovani comprendono il significato della
parola speranza.
È un significato che hanno compreso in 30 anni di
guerra civile. Sono nati sotto le bombe, tra
violenze indicibili e non denunciate come è
accaduto in altre partio del mondo. Oggi continuano
a vivere in una società violentissima, orrorifica
e inumana. Vuoi studiare? Paga la tangente. Ti
ferma la polizia, sei in regola? Non fa nulla se vuoi
andare via paga la tangente. Vai a ritirare un
documento, lo vuoi?
Paga la tangente. Devi andare al lavoro, pochi
“kandongeiros” (taxi), paga la tangente, cioè il
doppio del biglietto per salire. Hai pagato la
tangente per entrare a scuola, si arriva agli esami,
all'esame finale: o si paga altro o arriveranno
problemi. In tutto questo l'insicurezza sociale data
dal banditismo, in qualsiasi momento ti possono
attaccare per derubarti: ora quello che hai
addosso, ora la macchina stessa.
In un quotidiano così i nostri giovani sperano,
non per le promesse del governo, ma per la
certezza di un Dio che li ama
e che non li lascia soli.
Nel nostro progetto abbiamo inserito un piccolo
aiuto: una sala di informatica. A che serve?
Li aiuta? Si!
I libri qui costano cifre assurde, mezzo
stipendio di molti.
Oggi su internet è possibile scaricare libri,
studiare, fare ricerche serie (non copia incolla).
Esiste una realtà chiamata OPEN SOURCE che permetto
un accesso libero e democratico a delle risorse
informatiche come programmi e sistemi operativi,
di alta qualità e a costo zero. Con queste risorse
open source è possibile migliorare il proprio studio,
il proprio livello.
Si possono utilizzare programmi uguali a coral draw,
o fotoshop (grafica) completamente legali e gratuiti.
Si possono utilizzare programmi come autocad legali e
gratuiti. L'intero pacchetto office è a disposizine
legalmente (basta copie pirata) e gratuitamente.
Questi sistemi operativi non sono attaccati dai virus,
qui significa proteggere le pennette informatiche dei
nostri ragazzi,i quali spesso perdono tutto quello che
hanno salvato (ho accompagnato più di un caso di tesi
salvate e perdute) per colpa di virus, in un paese dove
internet è un bene di lusso accessibile a pochissimi.
In questa sala di informatica (si realizzerà grazie
alla partecipazione alla nostra speranza del VIS e
della Comunità Europea) insegneremo quindi: sistema
operativo LINUX, in particolare UBUNTU. Utilizzo di
programmi open source come OpenOffice, Gimp, Scribus
Faremo corsi al mattino e al pomeriggio, per poter
raggiungere il maggior numero di giovani, lasciando
lapossibilità (legale) di copiare e distribuire tutto.
Potranno fare ricerche per la scuola e per le loro
attività. Sarà proibito scaricare musica, giochi o
film,non rientra nelle nostre priorità.
Che c'entra con la speranza? Miei cari, erano due
anniche speravo di poter lavorare su questo, ed ora
è possibile.
Mancano ancora molte cose: dobbiamo trovare chi
paghi il viaggio ad un esperto UBUNTU brasiliano,
in maniera tale che possa dare un corso qui al
nostro personale, il quale in seguito lo moltiplicherà.
Dobbiamo trovare qui del personale qualificato che
accompagni i vari corsi e segua la manutenzione della
sala. Sono cose non tanto semplici qui in Angola, ma
ho SPERANZA che il Signore non ci farà mancare altri
aiuti, ora che il grosso lo ha fatto!
Dimenticavo: qui è un problema la libera comunicazione,
la trasmissione di idee e notizie. Vogliamo insegnare ai
nostri ragazzi ad usare internet anche per questo: BLOG.
L'idea è quella di spazi aperti dove incontrarsi e
scambiarsiidee, condividere liberamente.
Vi dico la mia ultima speranza: qualcuno che si
aggreghi a noi e che si preoccupi di far entrare
computer non di ultima generazione in Angola, a
prezzi bassi (penso qualcuno che lo faccia a
prezzo di costo, pc scartati in occidente
per capirci), da far arrivare ai ragazzi con
200-300 USD.
Questi pc con Ubuntu come sistema operativo,
funzionerebbero benissimo, sarebbero veloci e
quanti libri in formato pdf potrebbero ospitare,
per il bene dei nostri ragazzi.
Non puoi comprare il libro cartaceo, ma con una
pennetta puoi salvartene uno in formato pdf e
leggerlo al pc in casa.
Un pc che può funzionare anche se non hai
la corrente in casa,
basta una batteria... e il diritto allo
studio sarebbe un poco migliorato.
Continuo a SPERARE e
ringrazio gli amici
che lo fanno con me.
Occupati dei guai, dei problemi del tuo prossimo. Prenditi a cuore gli affanni, le esigenze di chi ti sta vicino.
Regala agli altri la luce che non hai, la forza che non possiedi, la speranza che senti vacillare in te, la fiducia di cui sei privo.
Illuminali dal tuo buio. Arricchiscili con la tua povertà. Regala un sorriso quando hai voglia di piangere. Produci serenità dalla tempesta che hai dentro.
"Ecco quello che non hai, te lo do". Questo è il tuo paradosso. Ti accorgerai che la gioia a poco a poco entrerà in te, invaderà il tuo essere, diventerà veramente tua nella misura in cui l'avrai regalata agli altri.
Dopo un’infanzia traumatica ed un soggiorno altrettanto indelebile presso il canile di Ortona (no comment), Stella viene prelevata da due “zii” ed il futuro “papà” accudita, lavata a fondo, curata e sterilizzata (chissà perché il canile non l’aveva fatto in quanto previsto) e amata “forse troppo” ma lo merita tutto.
Da questo segnante primo periodo passa oltre un anno di uno stupendo rapporto, anche se i segni del vecchio sono indelebili. Chi la conosce sa quante paure, come scappa, come si nasconde, come si accovaccia appena vede qualche situazione per lei a rischio, poi se vede bambini e palloni ci vogliono due buone braccia e un guinzaglio per taglie grandi per reggerla, fuori dalla casa la coda sparisce sotto la pancia, classica posizione di paura.
Un giorno il “papà” si ammala per una settimana la lascia alle amorevoli mani degli “zii” e della dolce compagnia del “cuginetto” Leopoldo, ma la mancanza del suo “papà” è grande e segna ancora una volta la sua dura storia.
Il suo amato torna, passano due mesi sempre insieme per convalescenza di questo ultimo, diventa la sua infermiera, la sua segretaria, la sua ombra. Un passo lui e un passo Stella, anche al bagno; però rispetta la privacy girando la testa verso la porta!
Il 1° settembre per Stella è un giorno terribile (non solo per lei). Il “papà” torna a lavorare e come era abituata prima la lascia a casa sola. Tutto l’appartamento per lei, la sue cuccette, la sua pappa e l’acqua, il suo divano (se ne è appropriata).
Stella non è più abituata a stare sola ha paura di essere abbandonata nuovamente e se la piglia con la sua brandina .
Torna il suo papì soliti salti di gioia, carezze, abbracci e……… il papi fa una faccia non bella e dice che hai fatto? Brandelli sparsi della sua ex cuccetta per casa, una bella pipì sull’altra sua cuccetta (strano!?) e tutto qui (per oggi). Ma nessuna sgridata non serve, non capirebbe e l’amore per Stella passa sopra i piccoli guai. Un asciugamano in sostituzione della brandina e una lavatrice riparano i guai.
Due settembre tutto tranquillo papi è a casa non lavora e si sta inseparabilmente insieme.
I giorni dopo finalmente al ritorno dal lavoro trovo tutto in ordine (SPERAVO) ma un lenzuolo dove dorme è distrutto e nuovamente pipì sulla cuccetta appena lavata.
Minacce, qualche strillo, niente carezze. Il giorno dopo aver ristretto gli spazi disponibili al rientro dal lavoro che trovo? Tutto in ordine. Brava Stella, salti, abbracci, premi e così via verso il giorno successivo.
Stella ha riacquistato la piena fiducia, la casa è tornata di suo dominio e il papi più fiducioso va al lavoro e
torna sicuro che tutto sia regolare….. ma basta aprire la porta e: E’ CATASTROFE, lascio parlare le foto:
Disperato, strillo, grido, due sculacciate…. Piango perché la vedo amareggiata e sofferente. MA NON SO COSA FARE.
Giorno successivo, si ritorna alla restrizione degli spazi, porte chiuse (anzi legate) ma la disperazione e la rabbia riescono ad aprire ed ancora danni (pochi x fortuna).
Arriviamo a ieri torno con il patema d’anima, quasi non vorrei aprire la porta. Apro: NOOOOOOO
telefax, wireles, modem a terra e la nuova brandina a pezzi come la precedente.
Da questo momento separati in casa nessuna comunicazione (che fatica non fargli coccole e carezze o godere delle sue) !!!!
Arriva una casetta super lusso da mettere sul terrazzo,prestata dal cuginetto Leopoldo per le ore di solitudine, e speriamo per un breve periodo. Per il resto del tempo la casa è sua come mia e l’affetto che ho per la mia Stella supererà ogni altro danno perché il suo amore per me vale molto più delle cose che ha rotto e può rompere.
Il papi di Stella, Leo
PS. a presto per il seguito, speriamo buono per tutti.
La “catastrofe” è ritornata ad essere una serena Stella.
Ciao a tutti, continuiamo con la seconda puntata.
Dalla serie di catastrofi non se ne usciva, ma cosa più importante era LA SOFFERENZA di Stella, solo questo in fondo era il motivo delle sue dannose reazioni.
Ho deciso di contattare una veterinaria comportamentalista, la Dott.ssa Marchionni Laura di Pescara per andare a fondo su quanto accaduto e accadeva. Dopo due ore di colloqui (con me, non fate come qualche mia amicizia che mi ha chiesto “ma cosa gli ha detto al cane la psicologa?”……..) sono arrivati molti consigli preziosi (li riporto di seguito, possono servire a qualcuno) siamo tornati a casa ed iniziato ad applicare quanto consigliatomi. A distanza di un mese siamo tornati alla normalità con qualche successo in più. Non mancano ancora reazioni negative alle sue innumerevoli paure che scaturiscono dai traumi subiti da piccola. Il grosso problema è quello del rapporto con l’esterno e le persone, poi non parliamo dei bambini. Ma piano piano affronteremo anche quello.
Di seguito vi riporto i consigli avuti con qualche personale commento.
CONSIGLI:
potenziare i momenti di distacco in casa (gradualmente uscire sempre di più e per tempi più lunghi)
in casa il cane non deve accedere ad alcuni locali (io ho scelto cucina, bagni e la camera dove lei aveva fatto tanti danni)
non evidenziare il momento di distacco con parole, coccole, ecc. (che difficile non dirgli due parole di saluto e farle due carezzine. Ma ancor più difficile è il rientro dove lei fa salti enormi di festa per il mio rientro e per farsi notare e accarezzare)
Lasciare premi e qualcosa da “sgranocchiare” al momento del distacco affinché lei si concentri nei premi e non nel senso di abbandono. (i primi giorni non li toccane neanche, ma si metteva sul corridoio a guardarmi che me ne andavo). Togliere subito al rientro se sono avanzati (non lo dite alla Dott.ssa ma qualche volta li lascio perché è il momento che festosa del mio rientro li va a prendere e mangiare tranquillamente sulla sua cuccetta) bhè qualche errore lo dovrò fare!
Come detto non dare seguito alle sue manifestazioni di festa al rientro, ma gratificare solo quando si è TRANQUILLIZZATA.
abituarla ai giochi, è consigliato in particolareil KONG che rilascia alimenti piano piano. I giochi devono essere con difficoltà graduale in quanto devono essere risolti per acquisire fiducia, se c’è bisogno aiutarlo a risolvere. Nascondere un premio, ecc.
Specificatamente per Stella, fare un cammino di riappacificazione con la palla. Darle dei premi, cospargerla di carne plasmon, ecc. (in effetti è arrivata a prenderla con la bocca quando sotto c’è qualcosa di buono. Ma se la vede fuori, se vede qualcuno giocarci fate i muscoli altrimenti vi porta via con lei. Ha tolto perfino le feste ad un altro cane a lei simpatico vicino casa che quando lo vede affacciarsi dalla ringhiera del giardino lei gli salta sotto il naso, ma una volta si è affacciato con una palla in bocca e per molti giorni quando passava lì sotto scappava anche se cera lui a farle ed aspettare feste).
PASTI: farla mangiare dopo di me ed in posto diverso. Dare in mia presenza, lasciare un tempo giusto per mangiare (1 ora) e poi togliere anche se non ha mangiato. Anche in macchina quando la porto con me.
Non darle cose da mangiare se è lei a chiederle, ma “gettarle” qualcosa in premio se sta buona e rispetta le regole che gli avete dato (io per esempio non voglio che viene in cucina, lei dopo che ha mangiato la sua pappa si mette seduta all’ingresso e allora gli tiro qualche premio… scappa perché si spaventa ma poi torna a prenderlo. Solo una volta l’odore della bistecca che mi stavo mangiando l’ha attirata fortemente e vedevo che faceva due passetti in avanti e poi si metteva seduta, altri due e poi seduta fino che non si è seduta vicino alla sedia in attesa…. Che ridere!
iniziare ad abituarla gradualmente al trasportino fino ad arrivare a chiuderla in esso in macchina. NON CI SONO RIUSCITO neanche ad acquistarlo, chissà se ci riuscirò?.
ESTERNO:
non lavorare sulle paure ma sui momenti di calma valorizzandoli con carezze e gratificazioni e premi. Che lei non prende perché anche se sembra calma in fondo non lo è).
Il PREMIO ESTERNO deve essere utilizzato e dato solo per l’esterno
nei momenti di paura mentre sta fuori non seguire il suo voler tornare in posti per lei sicuri (casa, macchina, ecc.) fermarsi, “pretendere” la calma (senza coccole o gratificazioni) cambiare anche parzialmente l’itinerario lasciando intravedere a lei la meta (auto, casa, ecc.).
non creare forzature in ambienti dove lei ha paura, mentre scegliere posti dove lei sta tranquilla e valorizzare i momenti di tranquillità. (la terapia d’urto non funziona).
AIUTO TERAPEUTICO:
ANXITANE M/L mezza compressa 2 volte al dì per 60 giorni si tratta di: ANXITANE è un supplemento nutrizionale appetibile per cani, un valido aiuto nella gestione dei disturbi comportamentali: - attenua le reazioni legate agli effetti dello stress o della paura, effetti associati o no a cambiamenti dell'ambiente in cui vive l'animale ( paura della gente, degli altri animali, paura in strada, cambiamenti d'ambiente). - Permette al cane di ritrovare la sua serenità. - Esercita effetti rilassanti senza sonnolenza ne altri tipi di inconvenienti. La sua ottima appetibilità facilita la somministrazione delle compresse che si danno direttamente dalla mano o anche dal pavimento, come un biscottino. Composizione:L-Theanina (Suntheanine)100 mg., Cellulosa microcristallina, agente appetibilizzante, Mannitolo, proteine grzze 27%, materia grezza 5%, umidità 3.7%, ceneri grezze 1.5 %. confezione Medium e Large da 30 compresse per cani con peso da 10 kg a 25kg mezza compressa mattino e sera, per peso superiore a 25 kg. 1 compressa mattino e sera. Per ottenere un risultato ottimale è fondamentale somministrarlo 2 volte al giorno per periodo di almeno 2 mesi.
COLLARE DAP si tratta di:Feromone Appagante del Cane, collare favorisce il benessere di cuccioli e cani adulti in situazioni che possono determinare paura ed apprensione.
Il collare D.A.P. può essere usato sia all'esterno che all'interno della casa in caso di: inserimento in un nuovo ambiente (casa nuova, canile, estranei); periodo di socializzazione (nuove ed impreviste situazioni); paura manifestata all'esterno (cani estranei, traffico, temporali ed altri rumori forti).I feromoni contenuti in D.A.P. sono di sintesi ma sono identici ai feromoni di appagamento canini prodotti in natura dalla cagna pochi giorni dopo il parto.Ricerche hanno chiaramente dimostrato che le proprietà rassicuranti dei Feromoni di appagamente canini persistono anche in età adulta.Appena applicato D.A.P., Feromone Appagante del Cane, collare inizia a rilasciare i feromoni e ad agire sul cane. Il contatto del collare con la cute del cane e la sua temperatura corporea consentono la diffusione dei Feromoni, per questa ragione il collare D.A.P. deve restare a contatto con la cute.Il collare ha efficacia per un mese una volta applicato; il vostro cane percepirà costantemente i suoi benefici. Una volta rimosso, il collare continuerà a rilasciare Feromoni, anche se in minima quantità, con conseguente minore effetto in caso di riutilizzo.
Composizione:
D.A.P. collare feromone appagante del cane 2,5%, eccipienti q.b. a 1 collare 100%.
Modalità di impiego:
Applicare il collare e regolare la misura lasciando lo spazio di un dito dal collo del cane, tagliare la parte eccedente. Il colllare agisce per circa 4 settimane, ed è consigliabile lasciare il collare sul cane per un mese una volta applicato.
Precauzioni: rimuovere il collare prima del bagno e rimetterlo quando il cane è asciutto. Il collare non rilascia feromoni quando è umido; se il collare si bagna è consigliabile rimuoverlo, aspettare che si asciughi e quindi rimetterlo sul cane, questo non riduce l'azione del collare.
Per ora vi lasciamo, io davanti al pc e Stella che si sta godendo il sole sul terrazzo. Speriamo che la prossima volta possiamo raccontarvi qualche altro successo (no danni!).
Con affetto un saluto caro e un bau bau
A tutti
Leo e Stella
Guarda quel povero cane di nessuno.
Chiamalo
Dagli un po’ della tua merenda, fagli una carezza.
"Stella" è più fotogenica ............. Sono nato in Umbria a Gualdo Tadino (PG), trasferito ad Ortona per lavorare in una comunità per tossicodipendenti e alcolisti www.soggiornoproposta.org